Roger +39 338 3421603
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Predicazioni  Roger & Elizabeth Koffi Koquin   2016 Audio Video Data

Veri e potenti testimoni

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Preghiera e liberazione

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Predicazioni  Roger & Elizabeth Koffi Koquin   2014 Audio Video Data

Ma voi riceverete potenza, quando....

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Soffrire per la fede

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Ubbidire a Dio

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(culto sorelle)

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Elizabeth Koffi - testimonianza - Bracciano

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Dio sposta le montagne (www.chiesascampia.it)

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La testimonianza di un cristiano scarica   30/04/2008
Vincere malgrado tutto scarica    
Digiuno e preghiera 1
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Non avevo il Passaporto. 
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Testimonianza di Elizabeth Coffee.

Koffi Roger Koquin nato ad Abidjan in Costa d'Avorio, il 4 novembre del 1953, convertito al Signore nel 1972, battezzato di Spirito Santo nel 1976.
Nel 1977 incontra Elisabeth e si sposa nella chiesa di Abidjan nel dicembre del 1978. Insieme al pastore Jean Mattei, sempre nel 1977, inizia l'opera al centro della Costa D'Avorio, a Toumodi, aprendo una comunità che oggi è formata da circa 1000 membri.
Nello stesso periodo aprono una seconda comunità sempre in Costa D'Avorio, a Dimbokro. Nel 1981 si reca in Italia e frequenta l'università per stranieri, ricevendo un attestato di conoscenza della lingua italiana. Dopo, si iscrive in un Istituto Tecnico Industriale conseguendo il diploma di Perito Elettrotecnico. Dal 1985 diverse chiese richiedono la sua presenza e inizia così il percorso di missionario. Il Signore si serve di lui e della sua compagna potentemente, operando miracoli e prodigi. Da missionari percorrono diversi chilometri, dalla Svizzera alla Sicilia. Nel 1986, rientrati in Costa D'Avorio, Roger viene nominato anziano di una comunità di 3000 membri ed Elisabeth viene nominata diaconessa responsabile delle donne.
Dopo qualche anno, diventa direttore delle opere sociali delle Assemblee di Dio in Costa D'Avorio. Tuttora sono missionari itineranti al servizio del Signore.

Mi chiamo Elizabeth, abito in Costa D’Avorio e sono nata in una famiglia dove si praticavano due religioni: mio padre era musulmano e pregava Allàh e mia madre era una cattolica fervente.

La nostra casa era piena di statue e di santi, mia madre rivolgeva sempre le sue preghiere alla "madonna" e all’interno della chiesa cattolica era una donna considerata.

Ma queste due religioni non bastavano in casa mia per assicurarci la protezione; difatti i miei genitori cercavano aiuto e, pur facendo parte di queste religioni, andavano dai maghi e dai fattucchieri, i quali dicevano che c’era un malocchio sulla nostra casa.

Eravamo 15 figli e per togliere questo malocchio mio padre e mia madre ci portavano tutti quanti dai maghi, ma le cose peggioravano pur dandoci delle lozioni da bere e degli oggetti da tenere, anzi la nostra famiglia si andava vi è più distruggendo. Quando tornavamo a casa uno dei miei fratelli, o delle mie sorelle che prima non aveva nessun malessere, accusava un malore, andava a letto e non si risvegliava più.

I maghi hanno distrutto la mia famiglia da 15 figli siamo rimasti 4 figli; ho visto morire davanti ai miei occhi i miei fratelli e le mie sorelle. Questo portò in me una grande ribellione, una ribellione contro Dio. Pensavo: "Mia madre prega la madonna e i santi, mio padre prega Allàh e non ricevono nessuna risposta e nessuna protezione. Ma dove Dio? Se esiste un dio, perché queste cose sono accadute alla mia famiglia?" Ero ribelle contro i miei genitori perché dicevo loro: "Ma che dio pregate se continuiamo ad avere tutti questi problemi?"

Ero ribelle contro la società perché vedevo le ragazze della mia età che erano felici di stare nelle loro famiglie e questo non c’era in me, anzi si versavano solo lacrime.

Così in questa ribellione decisi di vivere la mia vita come volevo, perché tanto un giorno sarebbe stato il mio turno e allora, cominciai ad uscire con i miei amici e con le mie amiche per andare a ballare e a divertirmi.

Una sera quando rientrai, ho sentito una voce strana che mi chiamava: "Elisabeth"! Mi fermai per guardare chi mi chiamava, ma non vidi nessuno. Una seconda volta sentii: "Elisabeth"! Accesi la luce cominciai a cercare guardando anche sotto il letto ma non c’era nessuno. Per la terza volta: "Elisabeth"!, e continuò, "Perché non ti togli la vita"? Era una voce strana e terribile. Ora capisco che era la voce del diavolo.

D’un tratto mi sono sentita spinta da una forza strana verso le medicine e quella voce mi diceva: "Forza, prendi e bevi, così la fai finita con questa triste vita.(Mio fratello maggiore è un medico e teneva in casa delle medicine). Presi dell’acqua con una confezione di pillole e le mandai giù tutte. Dopo un pò di tempo sentii come se qualcuno, con delle forbici, mi tagliava lo stomaco; difatti avevo dolori fortissimi e caddi a terra morta. Ad un tratto vidi che stavo facendo un viaggio e a metà strada incontrai una folla di persone divise in due file: una a destra e una a sinistra.

C’erano due personaggi vestiti di bianco che stavano davanti a queste persone e notavo che la gente che stava alla mia destra possedeva come un libretto e precisamente un passaporto non ordinario; notavo anche, che queste persone erano molto felici, infatti avevano dei volti raggianti, perché sapevano dove stavano andando.

Quelli di sinistra, invece, erano tristi e angosciati e si vedeva il tormento sul loro viso. Io volevo mettermi a destra, ma un dirigente mi disse: "No! Elisabeth, tu non puoi metterti da questa parte, perché non hai il passaporto e non hai deciso tu quando nascere, né quando toglierti la vita.

Allora ubbidii all’ordine passando a sinistra e cominciai a sentire tormento, angoscia, tristezza e dolore proprio come gli altri e gridai: "No, no, no, io nono posso stare qui, perché ho già sofferto troppo sulla terra". Volevo, dunque, andare a casa per prendere il mio passaporto e quel dirigente mi parlò nuovamente dicendo: "Elisabeth, alza il capo e guarda". E vidi da lontano una città bellissima che brillava, sembrava fatta di diamanti e soltanto i raggi di quella città mi davano pace, gioia e un amore che io cercavo da anni: "E’ una città bellissima dove non c’è più pianto, né sofferenza, io voglio entrare lì". Ma sapevo di non avere il passaporto. Volevo andare a casa a prenderlo, mi girai e correvo. Quando arrivai a casa, aprendo gli occhi vidi che tutti scappavano, ma non capivo il perché. Volevo fermarli, ma si allontanavano di più, perché per loro ero morta; difatti mio fratello (il medico) aveva accertato la mia morte.

Solo mia cognata prese coraggio e si avvicinò intimidendomi di non toccarla: "Elisabeth, tu non sai cosa hai fatto". Io risposi: "Si invece, ho fatto un viaggio e sono tornata a prendere il passaporto per entrare nella città bellissima". Ma non credette, anzi penso che ero fuori di me.

Dopo queste cose venne in Costa D’Avorio un evangelista francese.

Un giorno mentre ero fuori e camminavo incontrai un ragazzo che mi disse: "Io non ti conosco e non ti ho mai visto, ma so che tu sei una ragazza stanca e hai provato a toglierti la vita ma non è quella la soluzione giusta; stasera, vai nello stadio più grande della Costa D’Avorio ed ascolta, perché c’è un messaggio per te". Scoppiai a piangere e ad un tratto quel ragazzo non c’era più, era scomparso.

Entrai a casa e chiesi a mia zia di accompagnarmi allo stadio. Lì c’era un servo di Dio che predicò l’evangelo e alle fine del messaggio fece un appello: "Qui ci sono migliaia di persone, ma c’è in particolare una ragazza che è stanca e ha provato a togliersi la vita. Questa non è la soluzione giusta vieni avanti a prendere il tuo passaporto per entrare nella città bellissima, la Gerusalemme celeste dove non ci sarà più pianto". Allora, io mi sentii scoperta in mezzo a tutta quella moltitudine e mi chiedevo come quell’uomo potesse sapere tutte quelle cose. Non era un africano, perché veniva dalla Francia, perciò nessuno aveva potuto raccontargli di me e realizzai che il Signore esisteva veramente. Quel giorno compresi che il passaporto che cercavo era Gesù, che mi serviva per entrare nella Gerusalemme celeste.

Questa è stata la mia esperienza. In quel giorno accettai Gesù come mio Salvatore e Signore e tutt’ora è il mio passaporto che un giorno mi servirà per entrare nella Gerusalemme Celeste.

Ora, in Cristo Gesù, ho una famiglia numerosa, servo il Signore con mio marito Roger e siamo missionari in Italia. Dal giorno che ho accettato Gesù ho girato tantissime città, ma nessuna brilla come quella che ho visto.