Ero un giudeo ortodosso

Shlomo Hizak

Traduzione a cura di Cesira Bonelli Sansonetti

"Io ti celebrerò, perché mi hai risposto e sei stato la mia salvezza" (Salmo 118:21).

Sono nato nella città santa di Gerusalemme dove la mia famiglia si è stabilita da più di tre generazioni. Prima della fondazione dello stato d’Israele, a Gerusalemme regnava un’atmosfera molto ortodossa. Mio nonno materno era un Giudeo ortodosso convinto; mi amava moltissimo e sperava che io avrei seguito le sue tracce per condurre a termine l’opera che egli voleva compiere.

Egli mi conduceva ogni giorno alla sinagoga per pregare con lui. Tra i suoi tredici nipotini, io ero il solo che lo accompagnava.

La religione giudeo-ortodossa mi attirava profondamente, e studiavo il libro delle preghiere affinché ogni parola fosse incisa nel mio cuore. Così divenni un ortodosso convinto e pregavo tre volte al giorno.

Mi introdussi così profondamente in questa strada, tanto che un giorno dissi a mio padre che egli non pregava abbastanza e che avrebbe fatto fallimento. Secondo me egli non seguiva strettamente la via ortodossa. Egli era al servizio della Polizia Britannica e, secondo lui, gli orari che aveva non gli permettevano di essere libero per recarsi alla Sinagoga il sabato o nei giorni festivi.

Dopo che Israele divenne uno Stato, molti dei Giudei abbandonarono la fede, e parecchi seguirono questa moda. Moltissimi immigrati provenienti dall’Europa portavano ancora le sofferenze patite sotto Hitler, e si allontanarono da Dio. In questo modo si formarono allora in tutto il Paese diversi gruppi e movimenti che attiravano nelle loro file i giovani Giudei.

Tra questi movimenti, uno fu attivo in modo speciale; esso prometteva alla gioventù una vita nuova di pionieri per fare rifiorire il deserto, e costruire nuove città.

Così diversi componenti di questi gruppi consacrarono molto del loro tempo a insegnare ai giovani a rinnegare Dio. I miei amici si unirono a loro e si recarono a queste riunioni. La mia vita ne fu influenzata e dovetti subito far fronte a molti problemi ed incontrai anche molte tribolazioni.

Chi è Gesù?

Più avanti, decisi di ritornare alla Sinagoga e colà trovai molti cambiamenti. I miei vecchi amici erano partiti. Io incominciai a studiare la Torah con tutto il mio cuore, come pure le tradizioni giudaiche. Ciononostante la mia anima non trovava alcuna soddisfazione.

Allora incominciai a leggere le promesse dell’Antico Testamento per trovare una fede vivente che mi portasse pace e gioia. Volevo mettere alla prova le promesse del Santo Libro.

Un giorno, mio zio che credeva che Gesù Cristo è il Messia, mi regalò una Bibbia completa. In questa Bibbia trovai un foglietto ove il cap. 53 d’Isaia era stato trascritto con questa domanda: ‘Di chi parla il profeta?’

Da quel momento, ciò che mi preoccupava di più era di poter trovare la risposta a questa domanda; la cercavo, leggendo qua e là nella Bibbia. Allora un’infinità di domande si affacciarono alla mia mente. Infine, decisi in me stesso di pensare che Gesù era il Salvatore.

‘Così – pensai tra me – eccomi alla fine delle mie pene’, ma non avvertii alcun cambiamento nella mia vita. Il turbamento mi vinse e incominciai a credere che era Satana che mi diceva che Gesù è il Salvatore.

Mi sentii così disperato che misi da parte il Nuovo Testamento, e cercai di allontanare tutti questi pensieri che tormentavano il mio spirito. Ma la domanda scritta su quel foglietto mi perseguitava. Si formò un tale vuoto dentro di me che non potevo più né studiare, né leggere in pace.

Mi resi conto che Israele era sul punto di rigettare Dio, che era un popolo di collo duro e di cuore incirconciso, un popolo che continuava, come nel passato, a perseguitare i profeti come avevano gettato Geremia in prigione. Ed io cominciai a dubitare di tutto.

Trovo il Messia

La mia condizione mi parve, allora, disperata. Fu proprio in quel momento che mi si affacciò alla mente l’esempio di Anna. Come è scritto nel primo libro del profeta Samuele, ai cap. 1 e 2, ella pregava Dio con tutto il suo cuore, senza ripetere delle preghiere scritte su di un libro.

Per la prima volta nella mia vita, mi rivolsi a Dio e dissi: ‘O Dio di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe, rivelami la verità, fammi conoscere la Tua volontà, in modo che io possa camminare nelle Tue vie che sono diritte’.

Fu la prima volta nella mia vita che incontrai Dio personalmente, ed Egli esaudì la mia preghiera. Quando finii di pregare mi sentii diverso, sentii che Dio mi donava la Sua verità e la Sua grazia. Feci l’esperienza di ciò che è scritto nel profeta Geremia al cap. 29:13: "Voi mi cercherete e mi troverete, quando mi cercherete con tutto il vostro cuore".

Dio è fedele e meraviglioso, e mantiene le Sue promesse. Mi sentii invaso da una forza meravigliosa, e così potei leggere tanto il Vecchio che il Nuovo Testamento senza essere turbato. Il nome di Gesù divenne reale e dolce per me. Conobbi un Dio prossimo, estremamente vicino!

Una sera, mentre mi trovavo ad una riunione con mio zio, misi completamente il mio cuore nelle mani di Gesù. Gli chiesi di perdonare tutti i miei peccati e di venire nel mio cuore. Allora una profonda pace ed una grande gioia riempirono la mia anima. Per la prima volta nella mia vita ebbi la certezza che tutti i miei peccati erano stati perdonati e che ero stato purificato per il sangue di Gesù Cristo.

Era tutto così meraviglioso che non riuscivo a contenermi. Sentivo il bisogno di raccontare agli altri la grazia di Gesù. Alla Sinagoga non avevo mai ricevuto questa certezza, questa pace e questa gioia del perdono dei peccati. Non avevo mai sentito questa certezza durante il ‘Yom Kippur’, il giorno delle espiazioni (era un giorno all’anno che si metteva da parte per la preghiera e per il digiuno).

I Giudei credono che in quel giorno speciale Dio perdona tutti i loro peccati mediante le preghiere fatte dai Rabbini; essi digiunano e pregano secondo la Torah. In tutti gli anni durante i quali avevo osservato questo giorno, non avevo mai ricevuto l’assicurazione del perdono dei miei peccati.

Io ringrazio Dio perché, in Cristo Gesù, le porte del cielo sono tuttora aperte e per mezzo di Lui noi siamo salvati. Questa gioia dimora tuttora in me come il primo giorno che chiesi a Gesù di entrare nella mia vita. Io so che Egli vive e che siede alla destra di Dio Padre.

La vita diviene ricca e meravigliosa quando abbiamo Gesù Cristo nel nostro cuore, quando abbiamo in noi la Sua vita.

Arriva la persecuzione

Dopo una simile esperienza, pensai che potevo continuare a frequentare la sinagoga e andare là a pregare. Ma quando mi trovai là, non potei assolutamente pregare. Lo Spirito mi aiutò a capire che non ero più sotto la Legge, ma che mi ero incamminato sul sentiero della grazia e della verità per Gesù Cristo, il mio Messia, e che ero stato liberato.

La Legge era stata il mio pedagogo per condurmi a Cristo, il Messia. Come la mia fede si ingrandiva nel Signore, Dio mi benediceva e il diavolo divenne furioso. Trascorsi un periodo di tempo molto difficile con i miei parenti ed amici. Qualcuno mi disse che ero addirittura impazzito. Decisi allora di andare in un ‘kibbutz’ (un villaggio comunitario) per continuare i miei studi. Ma quella comunità in cui mi trovavo non credeva in Dio, ed era pertanto difficile vivervi come credente in Gesù Cristo. Ma ringrazio Dio il quale, mediante la Sua potenza miracolosa, mi preservò durante tutti gli anni che trascorsi colà. Isaia, al cap. 43 dice: "Non temere, perché io ti ho riscattato, io ti ho chiamato per nome, tu sei mio!".

Fu proprio in quel tempo che incontrai quella che divenne la mia cara moglie Shoshana. Anche la sua famiglia era in Israele da più di tre generazioni. Dopo avere compiuto il nostro servizio militare, Dio ci unì in matrimonio. Essendo una Giudea, anche Shoshana era stata allevata nella dottrina giudaica.

Una sera, mentre stava leggendo la Parola di Dio e cercava Dio come avevo fatto io, si mise a lodare il Signore ad alta voce. Ella, per natura, è una persona calma, ma il Signore le donò una visione. Ella vide il suo cuore uscire dal petto e stare davanti a lei tutto nero. Poi vide che il sangue di Gesù lavava il suo cuore ed esso divenne più bianco che la neve. Poi ella continuò a pregare il Signore, e si consacrò a Lui.

Quello fu un giorno meraviglioso per lei perché realizzò che Dio aveva cambiato il suo cuore e la sua vita.

Durante il tempo che abbiamo trascorso in quel villaggio comunitario, Dio ci donò un bambino. Fu allora che decidemmo di lasciare il villaggio per poter vivere secondo la nostra fede più liberamente. Avevamo bisogno della comunione con altri cristiani.

Entro a far parte della guardia del corpo di Ben Gurion

Il Signore ci fece ritornare a Gerusalemme dove eravamo nati. Io amo questa città, perché è la città santa di Dio. Il Signore mi aiutò ad entrare nella polizia, dove rimasi due anni e mezzo. Durante questo periodo divenni una guardia del corpo del primo ministro d’Israele, David Ben Gurion, del presidente Isacco Ben Zvi, e del ministro degli Affari Esteri Golda Meir. Durante questo tempo Dio ci donò una bella bambina: Naomi.

Dopo un anno dacché ero al servizio della polizia, sentii la chiamata di Dio a predicare l’Evangelo a quelli del mio popolo. Così fui molto attivo nella testimonianza e ciò mi attirò guai e persecuzioni. Mi trovai in una situazione tale che non sapevo più cosa fare, e decisi di parlare dei miei problemi ai miei fratelli di fede. Alcuni mi dissero: ‘Noi pregheremo per te’. Altri invece mi dissero: ‘Tu hai bisogno del battesimo nello Spirito Santo’. Rimisi ogni cosa nelle mani del Signore perché mi trovavo veramente in un grande imbarazzo. Il fardello della mia chiamata pesava enormemente sul mio cuore. Finalmente mi rivolsi nuovamente a Dio, dicendoGli che non volevo portare questo fardello perché la gente, qui, non credeva affatto. Mi trovavo nella stessa situazione in cui si trovarono Mosè e Geremia, quando volevano respingere l’appello del Signore. Ma il mio fardello non si alleggeriva, anzi diveniva sempre più pesante.

Fu allora che incontrai un fratello americano che era venuto in Israele con un pesante incarico. Gli parlai della mia chiamata a predicare l’Evangelo al mio popolo. Egli mi promise di pregare per me e di fare tutto il possibile per aiutarmi. Il Signore mi aiutò molto grazie a quel carissimo fratello, e così fui capace con lui di testimoniare ovunque, in Israele, della salvezza portata dal nostro Signore Gesù Cristo.

Ricevo lo Spirito Santo

Un giorno, mentre digiunavo e pregavo con un altro fratello, leggendo il secondo capitolo del libro degli Atti degli Apostoli, incominciai a piangere. Più leggevo questo capitolo e più ero sicuro che vi era qualche cosa di questa esperienza per me, e che anche io potevo ricevere la potenza dello Spirito Santo per testimoniare del Signore. Lessi e rilessi quel capitolo.

Qualche giorno più tardi, mentre pregavo per le anime, sentii una grande pena nel mio cuore per la cecità d’Israele, e caddi in ginocchio davanti al Signore. Gli domandai di darmi questa potenza al fine di essere fermo nella fede e di essere fedele al Suo servizio.

In quel momento realizzai come non mai, tutto ciò che Dio aveva fatto per me, e sentii salire dal mio cuore traboccante di riconoscenza, queste parole: ‘Farò tutto quello che Tu desideri’.

Continuai poi a pregare, senza potermi fermare, per parecchie ore. Alle quattro del mattino, mentre pregavo ancora insieme a due altri fratelli, ricevetti il battesimo dello Spirito Santo.

Persi la cognizione di ciò che mi attorniava; fu una cosa meravigliosa. Lo Spirito Santo di Dio venne su di me come una pesante nuvola, e proprio in quel momento incominciai a parlare in altre lingue. Per lo Spirito del Signore parlavo una lingua che non avevo mai studiato. Come ero così in preghiera vidi i colori dell’arcobaleno che passavano su di me. Ero disteso al suolo, e quando feci per rialzarmi, piombai nuovamente a terra.

Quando i due altri fratelli fecero per aiutarmi, essi pure caddero sotto la potenza del Signore. Lo Spirito e la potenza del Signore erano in quel luogo e ci avevano avviluppati. Non cessai di lodare il Signore per tutto quel giorno e per altri ancora.

Il Signore mi aveva fatto fare una meravigliosa esperienza. Da quel giorno in avanti, non pensai ad altro che a servire il Signore con tutto il mio cuore.

Oggi il Signore ci ha benedetti donandoci una bella Cappella sul Monte degli Ulivi, dove abbiamo anche il nostro ufficio e 16 collaboratori a tempo pieno. E’ da questo ufficio che noi inviamo lontano centinaia di Bibbie e di Nuovi Testamenti, come anche moltissimi trattati che ci sono richiesti ogni giorno per telefono e a mezzo di numerose lettere.

Inoltre siamo stati invitati da parecchi Giudei forestieri per far conoscere loro l’amore di Gesù, il Messia. Questo è il risultato del nostro lavoro settimanale di distribuzione di trattati sulla salvezza, che facciamo nelle vie della città; questi trattati portano il nostro indirizzo e il nostro numero telefonico.

Noi, ora, viviamo come è scritto negli Atti degli Apostoli 1:8: "Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, in tutta la Giudea, nella Samaria, e fino alle estremità della terra".

Questo versetto è diventato per me una realtà vivente, e così decisi di dimettermi dal posto di poliziotto per consacrarmi al Signore a tempo pieno.