Franco e Monia De Santis

Mi chiamo Franco ho 32 anni. Sono nato in una famiglia modesta dove fin da piccolo sono stato indirizzato al cristianesimo pur senza troppi concetti teologici.
Grazie alla buona educazione morale, all'assiduità alle riunioni di chiesa e all'aver partecipato a diversi campeggi cristiani, ho avuto l'occasione di sentire la presenza di Dio e anche di veder accadere miracoli. Tuttavia con l'andare del tempo tutto questo è diventato solo una forma religiosa.
Durante i tempi della scuola ero un ragazzo timido e introverso e questo creò in me un senso di frustrazione perché volevo essere come la maggior parte dei ragazzi. Crescendo compresi che per ottenere certi traguardi e raggiungere alcune ambizioni bisognava essere diversi da come ero io, perciò iniziai a vivere una vita doppia.
Nonostante mantenessi una buona facciata esteriore davanti alle persone che mi conoscevano, ero diventato una persona estroversa e immorale: strinsi amicizie con persone benestanti e ben viste nella società, cominciai a far uso di droghe cosiddette leggere, ad abusare dell'alcool, a frequentare discoteche e a fare tutto quello che oggi è considerato "comune" fare tra i ragazzi.
Avevo preso anche l'abitudine a frequentare un mio amico che leggeva le carte perché ero molto interessato al mio futuro.
Per quel che riguarda Dio, per me non esisteva più. O almeno questo era ciò che volevo credere. Mi ero fatto influenzare così tanto da un mio professore di matematica, sul fatto che Dio non esisteva, che mi definivo ateo. Così praticamente avevo una doppia personalità.
Il tempo passava e nonostante tutto questo non c'era appagamento nella mia anima, dentro di me; era come se mi mancava qualcosa.
Amavo lo sport e spendevo molte ore in palestra e anche se ottenevo degli ottimi risultati capivo che dentro di me c'era qualcosa che non andava. Pensavo che la vita, in fin dei conti, era quella che facevo e bisognava viverla più agiatamente possibile.
L'esperienza militare mi è servita molto. Ho ricevuto un incarico che richiedeva molte esercitazioni pesanti con persone di età e ceti sociali diversi.
E' stato proprio lì che ho visto come tanti ragazzi che, anche se avevano una laurea certa ed un comodo futuro, erano immersi in molteplici problemi.Erano attanagliati dalla morsa chiamata "peccato".
Dopo quella esperienza decisi di andare in Grecia, assieme ad alcuni miei amici, ma avendo dei giorni disponibili ne approfittai per andare prima in Sicilia a trovare mia sorella che faceva parte della Missione "Cristo è la Risposta".
Lì, Dio, incominciò lentamente a risvegliare la mia coscienza ed a parlarmi con voce soave. Iniziai a riflettere più profondamente su Dio e la futilità della vita.
Una sera di estate, alla riunione, stava predicando il fratello Renato (che è il responsabile del gruppo che si trova in Messico), ed è stata in quell'occasione che, dopo tanti anni, ho sentito di nuovo Dio che parlava al mio cuore in modo forte e chiaro.
Fu così che alla fine della riunione mi sono trovato avanti all'appello che sfidavo Dio chiedendogli che se Lui veramente c'era doveva mostrarsi alla mia vita dandomi pace e facendomi diventare una persona rinata; io, da parte mia, avrei annunciato l'eventuale evento agli altri giovani che erano lontani da Lui.
Adesso sono passati diversi anni e sono grato a Dio per le Sue benedizioni, per quello che Lui ha fatto e continuerà a fare nella mia vita. Sono sposato, ho una moglie meravigliosa e tre bellissimi bambini. Tutto questo è solo per grazie di Dio, perché Lui è lo stesso e non cambia mai.
Se stai leggendo questa testimonianza è perché Lui ha protetto la mia vita anche quando ero lontano da Lui, ma sappi che figli di credenti si nasce, ma figli di Dio ci si diventa.